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Italy, Latina
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BenQ SW271C

Travel & Food Photography

In un’era in cui lavorare con la fotografia e con i video, è ormai all’ordine del giorno, sempre più aziende si stanno specializzando per la creazione di monitor adatti ai lavori video-fotografici.
Personalmente ho scelto di usare, ormai da qualche anno, sempre i monitor BenQ.
Il motivo è molto semplice, parliamo di un’azienda che riesce a creare prodotti adatti a ogni utente, sia dall’amatore, al semi professionista fino ad arrivare al professionista.
Con prodotti di altissima qualità, per ogni fascia di prezzo, BenQ è riuscita a diventare un punto di riferimento.

In questo ultimo periodo, ho avuto modo di utilizzare in studio il monitor BenQ SW271C.
Nel mio studio ormai utilizziamo vari monitor BenQ, per una questione di comodità e fedeltà dei colori tra un monitor e l’altro.


Abbiamo infatti sempre necessità di lavorare molti file, soprattutto legati alla food photography, e abbiamo sempre bisogno di avere una costante fedeltà cromatica.

A sinistra: BenQSW271 | A destra BenQSW271C


Parlando del BenQ SW271C, è necessario fare chiarezza prima di tutto che non stiamo parlando del BenQ SW271 (puoi leggere la recensione di questo monitor qui).

A sinistra: BenQ SW271 | A destra: BenQ SW271C


Il BenQSW217C lo possiamo indicare come la versione sviluppata del suo cugino, una versione aggiornata e che soprattutto possiede le stesse caratteristiche del BenQ SW321C (puoi leggere la recensione di questo monitor qui).


La differenze sostanziali tra il BenQ SW271 e il BenQ SW271C sono le seguenti:


A sinistra: BenQ SW271 | A destra: BenQ SW271C


– Hotkey Puck (G2): parliamo della nuova versione del nostro, ormai, amico fedele che ci permette di lavorare o in Adobe RGB / SRGB / BW. A differenza della versione precedente, il design della nuova manopola è completamente differente e, se da un lato semplifica la gestione delle impostazioni, all’altro lato è molto sensibile e si rischia di toccare accidentalmente qualche impostazione (niente di grave ovviamente, ma bisogna fare attenzione).


– Il pannello del monitor è anti-riflesso: questa funzione l’ho trovata molto utile sopratutto scattando in modalità remota.
Infatti con i monitor precedenti, quando ci si trova in studio c’è la possibilità che qualche luce led possa anche illuminare il monitor (anche casualmente).
In questo caso, la superficie opaca e anti riflesso evita di dover spostare il monitor e si può lavorare senza problemi.

– Tecnologia Paper Color Sync: BenQ su questo aspetto è ormai un punto di riferimento.
Le immagini al monitor corrispondono perfettamente alle stampe. Fino a qualche anno fa era quasi impensabile la precisione di colore.
Spesso mi veniva richiesto il perché alcune fotografie sul monitor si vedevano in un modo e in stampa invece erano tutt’altro.
Con il monitor BenQ, tutti i miei allievi hanno risolto questo problema.


– A differenza del BenQ SW271, anche a livello di design troviamo una netta differenza.
Il monitor ha uno spessore diverso, una “cornice” più grande che permette lavorare in maniera più precisa.
Perché dico questo? Quando si lavora su grandi schermi, bisogna fare attenzione anche allo sfondo presente dietro al nostro monitor.
Infatti se abbiamo una parete completamente bianca e il nostro schermo non ha una “cornice” di spazio di lavoro, rischiamo di affaticare gli occhi.
Avere invece uno spazio ben definito di lavoro, almeno personalmente, mi permetti di riposare gli occhi e restare con lo sguardo nello spazio predifinito.


– Altra differenza, che abbiamo visto anche nella versione da 32” è la calibrazione hardware. Significa quindi che il nostro monitor è sempre e costantemente profilato e calibrato.


La scelta quindi su cosa può ricadere?

A differenza delle altre recensioni, dove si parla di tecnicismi ( per queste cose vi riporto sempre al sito ufficiale BenQ) mi piace scrivere di cose reali e che ho provato personalmente.


Se bisogna scegliere tra un monitor SW271 / SW217C / SW321C dobbiamo prima di tutto pensare a quelle che sono le nostre esigenze.
Andiamo a vedere quali sono:
– Spazio di lavoro:
Quanto spazio ho sulla mia postazione di lavoro? Se abbiamo stampanti, tastiera, macchina fotografica, mouse e accessori vari sulla nostra postazione di lavoro pensate bene a cosa vi può essere utile.
Lavorare in uno spazio stretto con un monitor da 32” ad esempio può risultare prima di tutto scomodo.
In secondo luogo vi affaticate tantissimo la vista.
Su questo argomento mi soffermo tanto perché se si devono lavorare tanti file e dobbiamo passare le ore davanti a un monitor, bisogna farlo in condizioni confortevoli.
Grazie al monitor BenQ SW271C, adesso c’è la possibilità di avere un monitor performante in dimensioni più comode ed agevoli.

– Lavorate con 2 o 1 monitor?
Molti preferiscono lavorare con 2 monitor, piuttosto che con 1.
Personalmente non ho una scelta preferita.
E’ ovvio che se devo lavorare con un monitor da 27”, posso avere bisogno di 2 monitor (Un monitor in AdobeRGB per la stampa e un monitor in sRGB per il web).
Ma se devo lavorare per una sola destinazione, allora preferisco lavorare con un solo monitor ( da 32”)


– Che uso ci devo fare?
Questo è un argomento sul quale mi piace essere sincero.
Prima di fare un acquisto, quello che consiglio sempre è pensare effettivamente a:
l’uso che ci devo fare / quanto ci devo lavorare / che tipo di lavoro devo fare / se mi serve per fini amatoriali o professionali.
A differenza di altre aziende, dove tra le varie fasce di mercato c’è una netta differenza di qualità, con BenQ questo problema non si pone.
Ogni tipo di prodotto BenQ viene realizzato con l’unico scopo di dover dare sempre il meglio.
E’ ovvio che in un prodotto di fascia media non ci possono essere le stesse prestazioni e tecnologie di un prodotto di fascia professionale.

Conclusione:

Il monitor BenQ SW271C è sicuramente un monitor di fascia professionale.
Come soprascritto è la versione da 27” dell’ormai noto SW321C.
Un semi professionista o professionista può avere la necessità di dover acquistare questo prodotto se vuole lavorare con un monitor di qualità, in uno spazio più “comodo”.